LA RESPONSABILITA' DEL MEDICO

 


La responsabilitÓ dei medici Ŕ tema che ha sovente tenuto banco nelle nostre aule di tribunale dando vita a lunghi e spesso complessi dibattiti giudiziari di cui, vista la delicatezza e la rilevanza della questione, si sono occupati di frequente anche gli or-gani di informazione.
Sul punto la Suprema Corte ha a lungo mantenuto una linea di estrema severi-tÓ nei confronti dei sanitari. Sull'argomento, nel tentativo di superare i molteplici "punti oscuri" e di determinare a quali condizioni il medico deve essere ritenuto col-pevole per "non avere fatto abbastanza" Ŕ intervenuta di recente la Cassazione a Se-zioni Unite.
Infatti, mentre spesso non Ŕ difficile capire se un determinato trattamento sani-tario, cui il paziente Ŕ stato sottoposto, ha cagionato un danno - quando non addirit-tura la morte - al contrario, Ŕ ardua impresa determinare se il paziente avrebbe potuto essere salvato (o avrebbe potuto evitare pregiudizi alla salute) se fosse stato sottopo-sto a cure o interventi che, viceversa, non sono stati praticati.
Il problema si avverte in tutta la sua rilevanza nel campo della medicina d'urgenza: se la vittima di un sinistro, dopo l'arrivo al Pronto Soccorso, perisce, il medico pu˛ essere considerato responsabile - e, di conseguenza, condannato per omi-cidio colposo - se non ha fatto ricorso a pratiche sanitarie che, sulla base dell'esperienza, avevano una scarsa, o quantomeno una non elevata, probabilitÓ di successo? La risposta della Suprema Corte a sezioni riunite Ŕ negativa: infatti, anche se pu˛ apparir arduo provare che la cura non praticata avrebbe evitato il peggio Ŕ, comunque, necessaria una rigorosa valutazione prima di poter emettere un verdetto di colpevolezza a carico del medico. Si deve, in primis, verificare, statistiche alla mano, in quanti casi la terapia non applicata Ŕ risultata utile in eventi simili a quelli che si sta valutando. Ma non basta. ╚ necessario che il giudicante prenda in considerazione tutte le peculiaritÓ del caso concreto per verificare se, in presenza di quelle specifiche con-dizioni, la terapia a cui non i Ŕ fatto ricorso avrebbe avuto successo. Solo nell'ipotesi in cui entrambe le condizioni vengano soddisfatte si potrÓ sostenere che il trattamento avrebbe, in quello specifico caso, impedito il danno "con alto grado o elevato grado di probabilitÓ" e, quindi, il medico andrÓ condannato.




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