LE CLAUSOLE ABUSIVE NEI CONTRATTI D’ASSICURAZIONE

Non sono abusive le clausole, predisposte per regolamentare in modo uniforme contratti di assicurazione, con le quali: a) si prevede l’esclusione dalla copertura per i danni agevolati o determinati da dolo o colpa grave del contraente, dell’assicurato, del beneficiario, delle persone con loro coabitanti, dei loro dipendenti o parenti; b) si predeterminano i criteri da utilizzare per individuare l’indennizzo dovuto, a seconda dei vari sinistri individuati; c) si regolano le modalità della cooperazione tra le parti; d) si prevede la perdita dell'indennizzo in caso di esagerazione dolosa dell’ammontare dei danno, e) si prevede l’acquisizione delle riserve di senescenza in caso di cessazione dell’assicurazione; f) si prevede che l’assicuratore non restituisca la maggiorazione del premio in caso di cessazione del rischio per contratti di durata inferiore all’anno, non restituisca la parte di premio relativa a garanzie diverse dalla r.ca. in caso di demolizione, distruzione o esportazione del veicolo, e non restituisca ft premio non goduto in caso di sospensione della garanzia eccedente Vanno senza che venga chiesta la riattivazione; g) si disciplinano particolari modalità di regolazione del premio, prevedendo un'anticipazione in via provvisoria ed una regolazione definitiva alla fine di ciascun periodo assicurativo (posto che, presupponendo resistenza di elementi di rischio variabili, rimandano a tipi di assicurazione non stipulati dal consumatore); h) si riproduce il disposto dell’art. 47, comma 3, dlgs. 175/95, secondo cui nell’assicurazione c.d. tutela giudiziaria, in caso di disaccordo tra l’assicurato e l’impresa sulla gestione del sinistro, le parti possono adire l’autorità giudiziaria o demandare la decisione sul comportamento da tenere ad un arbitro che provvede secondo equità; i) si stabilisce che rassicurazione è stipulata indipendentemente da qualsiasi obbligo assicurativo stabilito da leggi vigenti o future, t) si attribuisce all’assicuratore il diritto di percepire la differenza di premio dal momento dell'aggravamento del rischio (posto che, derogando all’art. 1898 c.c. in senso più favorevole all’assicuratore, è sostituita di diritto dalla disposizione di legge); m) si prevede che, in caso di distruzione parziale della cosa, dalla valutazione del danno debba essere dedotto il valore dei residui.

Deve essere inibita l’utilizzazione delle clausole, contenute in condizioni generali di contratti di assicurazione ovvero predisposte da un'associazione di imprese del settore ai fini dell’inclusione in detti contratti, con le quali: a) si prevede la possibilità del recesso dopo ogni sinistro unicamente in favore dell’assicuratore; b) si prevede la possibilità del recesso dopo ogni sinistro, in favore di entrambe te parti, ma senza alcuna delimitazione delle condizioni di operatività dello stesso; c) si prevede che la disdetta sia inviata sessanta o novanta giorni prima della scadenza del contratto; d) si subordina il pagamento dell’indennizzo, nel caso di instaurazione di una controversia giudiziaria sulla causa del sinistro, alla prova, da parte dell’assicurato, di non aver agito con dolo o colpa grave; e) si prevede un arbitrato obbligatorio irrituale, addossando al consumatore il pagamento del proprio perito e dì metà dell’onorario del terzo perito; f) si prevedono fori competenti diversi da quelli in cui il consumatore ha la residenza o il domicilio elettivo; g) si obbliga l’assicurato a non transigere o riconoscere la propria responsabilità senza il consenso dell'assicuratore; h) si prevede che, in caso di assicurazione c.d. tutela giudiziaria, la controversia debba essere denunciata, a pena di decadenza, entro dodici mesi dalla cessazione del contratto; i) si prevede che, in caso di esistenza di più assicurazioni per lo stesso rischio ed ove la somma degli indennizzi spettanti in base alle diverse polizze superi l’ammontare del danno, l’assicuratore paghi solo la sua quota proporzionate.

 

 

 

Trib. Roma, 5 ottobre 2000, Giud. Ranieri - Movimento federativo democratico c. Arda e Nuova Tirrena S.p.A.

Motivi

1. Sussiste la legittimazione attiva dell'attore.

Invero, la questione posta dalle convenute circa il fatto che la legge n. 281/1998 - entrata in vigore nelle more del presente giudizio - richiede che le associazioni abbiano come scopo "esclusivo" quello di tutelare i consuma, tori, è stata superata dal decreto 15 marzo 2000 del Ministero dell'Industria pubblicato sulla G.U. n. 75 del 30 marzo 2000 con cui il MFD (Movimento Federativo Democratico) è stato iscritto nell'elenco delle associazioni dei consumatori e degli utenti rappresentative a livello nazionale ai sensi dell'art. 5 legge cit. La questione è rilevante in quanto andava altrimenti individuato se i requisiti posti dalla legge del 1998 per le associazioni dei consumatori sono necessari anche per esperire la particolare azione prevista dall'art. 1469 sexies c.c. ed introdotta nel nostro ordinamento nel 1996, prima della legge che ha regolato per la prima volta organicamente le azioni esperibili dalle associazioni di consumatori.

2. Sussiste la legittimazione passiva dell'Ania.

L’art. 7 n. 3 della direttiva 93/13/Cee individua come legittimati passivi dell'azione inibitoria non solo i professionisti ma anche le associazioni di professionisti che utilizzano "o raccomandano" l'inserzione delle clausole in questione. L’art. 1469 sexies c.c. parla solo di "utilizzazione". Ciò posto, deve osservarsi come il diritto interno di ciascun Stato membro debba essere interpretato avuto riguardo alla lettera ed allo scopo della norma comunitaria (cfr. Corte Giust. 13 novembre 1990 causa C106/89); inoltre, l'art. 8 della direttiva citata vieta al singolo Stato di stabilire disposizioni più restrittive nella tutela dei consumatori rispetto a quelle previste dalla direttiva. Ne consegue che la parola "utilizzazione" utilizzata dal nostro legislatore esprime sinteticamente un concetto più ampio, ricomprensivo delle condizioni generali di contratto predisposte dalle associazioni di professionisti in funzione del raggiungimento dello scopo di pervenire il più possibile alla adozione da parte delle imprese associate di modelli uniformi nella contrattazione con la massa dei consumatori (cfr. anche Trib. Roma 8 maggio 1998, edita, riguardante l'Ania e Commissione comunitaria del 12 dicembre 1986, in GUCE L 43 del 13 febbraio 1987, in fattispecie riguardante l'Abi).

Da ultimo, va osservato come una diversa interpretazione giustificherebbe la disapplicazione da parte del giudice, per contrasto tra norma interna e norma comunitaria; la Commissione europea con lettera n. SG-98-D/2844 del 6 giugno 1998 ha del resto avviato una procedura di infrazione n. 98/2026 nei confronti del Governo italiano.

3. Le clausole indicate dall'attore nella memoria ex 183 c.p.c. dep. il 18 novembre 1998 costituiscono domanda nuova, come tale non consentita, relativamente alle seguenti appendici di polizza della Nuova Tirrena: punto c) -servizio militare mod. 14.00 infortuni e mod. 13.01 malattie, tutta l'appendice mod. 15.08 della polizza incendio-globale fabbricati civili, tutta l'appendice mod. 15.07 della polizza furto-abbinato incendio e furto-cristalli - multirischi abitazione-commercio sicuro, tutta l'appendice mod. 15.05 polizza furto dell'abitazione.Le clausole b), e) ed f) delle sopra citate appendici mod. 14.00 e 13.01 e l'appendice mod. 11.39 - rischi diversi sono state invece legittimamente introdotte nel processo, essendo riferite a pattuizioni che già erano oggetto di impugnativa con l'atto di citazione.

Relativamente alle polizze Ania, si osserva che l'inammissibilità colpisce le condizioni generali di polizza "incendio rischio civile ed agricolo" di cui alla lettera circolare n. 17/1996FIANC. I/GR. 1 e l'art. 8 comma 2 del testo Infortuni Individuale del dicembre 1996.

Lo schema di polizza Ania infortuni individuale allegato n. 3 della lettera circolare n. 1811997/INE 1 RD2 24 gennaio 1997 e lo schema della Responsabilità Civile Rischi Diversi - testo contrattuale consumatori dicembre 1,996 - sono stati invece legittimamente introdotti nel processo con la memoria ex art. 183 c.p.c., essendo riferiti a pattuizioni che già erano oggetto di impugnativa con l'atto di citazione.

Le clausole degli schemi "rimborso spese mediche lunga durata", "spese mediche", "invalidità permanente", e "tutela giudiziaria" sono sottratte in radice al giudizio di questo giudice essendo collegate alle lettere circolari n. 222/94 e n. 224/94, il cui valore sarà esaminato al successivo punto 5. l. I.

4. Nel merito, la domanda è infondata relativamente alle seguenti clausole.

4.1 Clausole che attengono a polizze inerenti a rischi di impresa. Ciò in quanto non rientranti nella disciplina di cui all'art. 1469 bis C.C., prevista solo in favore dei "consumatore" la cui definizione è stata nonnativamente fissata. Il riferimento a rischi di impresa emerge palese dalla lettura degli schemi di polizza in parola, ove si fa riferimento a merci, volume d'affari, profitto lordo, stabilimenti dell'assícurato, assicurato come produttore dei prodotti da cui deriva danno a terzi.

E dunque è precluso in radice ogni giudizio di vessatorietà per l'art. 17 e 18 dello schema di polizza Ania danni indiretti che prevede la nomina di periti, per l'art. 13 polizza Ania responsabilità civile inquinamento che pure prevede la nomina di un collegio di periti, per l'art. 17 della medesima polizza e per l'art. 13 polizza responsabilità civile prodotti Ania, articoli che restringono la nozione di terzo danneggiato risarcibile escludendo il coniuge, i genitori, il dipendente, etc. E così pure per gli artt. 11 delle polizze Anía r.c. inquinamento e r.c. prodotti, nonché per l'art. 9 della polizza Ania danni indiretti basata sul volume di affari, articoli tutti che prevedono un particolare foro in caso di lite giudiziaria.

Ancora, per la polizza Ania danni indiretti, l'art. 15 che prevede specifici adempimenti da parte dell'assicurato in caso di sinistro, l'art. 16 che prevede la perdita dell'indennizzo in caso di esagerazione dolosa dell'ammontare del danno, l'art. 19 che precisa che in caso di più assicurazioni per lo stesso rischio l'assicuratore paga solo la quota proporzionale in ragione dell'indennizzo calcolato secondo il proprio contratto, l'art. 21 che subordina il pagamento dell'indennizzo in caso di lite alla prova di non aver agito con dolo o colpa grave.

Ed ancora, in relazione alle condizioni Ania, gli artt. 20 comma 4 della polizza resp. civile-prodottì, l'art. 21 comma 3 della polizza tutela giudiziaria e l'art. 19 comma 5 della polizza responsabilità civile inquinamento.

4.2. Clausole che attengono alla determinazione dell'oggetto del contratto.

Vengono in rilievo le seguenti clausole.

4.2. 1. Clausole che escludono l'assicurabilità della persone affetta da Hiv e dell’interruzione volontaria di gravidanza.

Esse attengono alla delimitazione del rischio che l'impresa intende assicurare e come tali sono sottratte ex art. 1469 bis c.c. al giudizio di vessatorietà. E d'altra parte, con particolare riferimento all'aids, deve rilevarsi che esso non è la sola patologia che rende non assicurabile la persona, posto che non sono assicurabili a termini di polizza neanche chi è affetto da alcoolismo, da tossicodipendenza o da alcune infermità mentali.

Trattasi delle clausole delle polizze Nuova Tirrena Sicura artt. 1.3, 2.1 punto d) e 2.6 lett. a); polizza Guida Sicura art. 2.3.

Trattasi ancora delle clausole delle appendici di polizza Nuova Tirrena mod. 14.00 infortuni e mod. 13.01 malattie, punti b).

4.2.2. Identico discorso vale per l'art. 15 dello schema di polizza Ania r.c. rischi diversi e per l'art. 2 lett. a) del testo rischi diversi del dicembre 1996, ove vi è un elenco di persone non considerate terzi (genitori, coniuge, figli, etc.).

4.2.3 L’art. 13 ultimo comma della polizza incendio Ania che esclude dal danno indennizzabile il valore di affezione artistico o scientifico delle cose assicurate. Trattasi anche qui di delimitazione del rischio che l'impresa di assicurazione assume.

4.3. Per quanto attiene all'art. 22 della polizza Arcobaleno (multirischi auto) della Nuova Tirrena, che prevede l'esclusione dalla garanzia furto, incendio o kasko dei danni agevolati o determinati da dolo o colpa grave del contraente, dell'assicurato, del beneficiario, delle persone con loro coabitanti, dei loro dipendenti o parenti, l'abusività è esclusa rientrando il patto tra le responsabilità giuridiche offerte dalle norme di cui agli artt. 1900 e 1917 del c.c. La fattispecie va sussunta nella norma di cui al comma 3 dell'art. 1469 ter c.c.

4.4. Le clausole di cui agli artt. 38.4 e 38.6 della polizza Arcobaleno della Nuova Tirrena, all'art. 5.1 polizza Guida Sicura della Nuova Tirrena, all'art. 22 polizza Incendio Ania, all'art. 26 polizza infortuni Ania ed all'art. 10 lett. b) e C) testo Infortuni Individuale - dicembre 1996 - non sono abusive in quanto, nell'ambito dell'autonomia privata negoziale, legittimamente predeterminano i criteri da utilizzare per individuare l'indennizzo dovuto a seconda dei vari sinistri verificatisi. Ciò costituisce, tra l'altro, una maggiore garanzia di chiarezza e trasparenza per 13 assicurato, che viene co~i posto in grado di conoscere quale indennizzo corrisponde ai singoli eventi dannosi. In definitiva, di un possibile squilibrio significativo nei diritti ed obblighi delle parti rilevante ex art. 1469 bis c.c. si potrebbe ipotizzare nel caso opposto a quello in esame, ovverosia nel caso in cui il consumatore-assicurato non sia posto in grado, in base alle norme contrattuali, di prevedere alcunché in termini di rapporto tra tipo di sinistro e quantità di indennizzo spettantegli.

4.5. Neppure presentano profili di abusività gli artt. 16 della polizza incendio Ania, l'art. 18 polizza Tutela Giudiziaria Ania, l'art. 17 polizza Spese Mediche Ania, l'art. 23 polizza infortuni Ania, nonché, relativamente a polizze della Nuova Tirrena, gli artt. 4.6. della polizza Sicura, gli artt. 25 e 27 della polizza Protezione Famiglia, l'art. 4.5 Guida sicura, art. 31 e art. 33 Essere Donna, gli artt. 18, 23,38.5, 28-4,30.5,35-4, 28.5, 28.6,30.6,32-7,35.5, 36-4,32.8, 35-7, 36-4, 30-7, 29-4,32.6 polizza Arcobaleno multirischi, posto che essi regolano le modalità della cooperazione tra le parti, essendo connaturale al corretto svolgersi del rapporto assicurativo una diligenza massima da parte dell'assicurato (cfr. artt. del codice civile 1892,1893,1909,1910).

Va precisato che in concreto, ovverosia esaminando i comportamenti concreti tenuti dalle parti nella gestione del singolo contratto, ben potrà emergere profilo di pretestuosità e dilatorietà, ovvero di inconferenza o di illegittimità nella richiesta da parte dell'assicuratore, ad esempio, di effettuare taluni esami clinici e medici, ovvero di presentare certa documentazione, ovvero ancora nel rifiuto dell'indennizzo per non aver tenuto un certo comportamento indicato nelle varie clausole sopra indicate o ancora nella richiesta formulata anche a distanza di tempo (non essendo fissato a carico dell'assicuratore alcun termine). Ma ciò non attiene all'abusività in astratto della clausola, ma ad una questione di verifica dell'esecuzione del contratto secondo correttezza e buona fede e ad una valutazione circa l'esistenza o meno di un inadempimento nel fatto di non aver pagato l'indennizzo; il che trova i rimedi ed è sanzionabile giuridicamente applicando altre norme del codice civile e di procedura civile.

4.6. Quanto alle clausole art. 17 incendio Ania, art. 34 polizza Essere Donna, art. 4.3 polizza Sicura, clausole tutte che prevedono la perdita dell'indennizzo in caso di esagerazione dolosa dell'ammontare del danno, si osserva, da un lato, che la decadenza così fissata tra le parti non è sussumibile nell'elencazione di cui all'art. 1469 bis C.C.; dall'altro, la clausola appare coerente con la particolarità funzionale del contratto di assicurazione, che necessita, come sopra detto, della massima cooperazione dell'assicurato secondo canoni di correttezza e buona fede. Tale clausola è dunque lecitamente volta a costituire una coazione psicologica all'esatta esecuzione del contratto. Del resto, la possibilità di prevedere una clausola siffatta trova legittimazione di principio nell'art. 1910 c.c., che così sanziona l'assicurato che omette di comunicare a ciascun assicuratore l'esistenza di altre polizze per il medesimo rischio.

4.7. Non sono abusive le clausole di cui all'art. 2.8. polizza Sicura (che prevede l'acquisizione delle riserve di senescenza in caso di cessazione dell'assicurazione in casi particolari), ed agli art. 8 commi 3 e 5 ed art. 9.1 comma 4 polizza Arcobaleno, che prevedono ipotesi in cui la Nuova Tirrena non restituisce "la maggiorazione di premio" in caso di cessazione di rischio per contratti di durata inferiore all'anno, ovvero non restituisce "la parte di premio relativa a garanzie diverse dalla R.C.A. " in caso di demolizione distruzione o esportazione del veicolo, ovvero non restituisce "il premio non goduto" in caso di sospensione della garanzia eccedente l'anno senza che venga chiesta la riattivazione.

Invero, dette clausole sono in linea con il disposto di cui all'art. 1896 C.C., come prontamente eccepito dalla convenuta. La censura mossa dall'attore si infrange dunque contro il disposto di cui all'art. 1469 ter c.c. comma 3 che prevede la non vessatorietà delle clausole riproduttive di norme di legge.

4.8. Gli art. 18 comma 4 polizza resp. civile-rischi diversi e art. 21 comma 3 polizza tutela giudiziaria, polizze predisposte dall'Ania, disciplinano particolari modalità di regolazione del premio, prevedendo una anticipazione in via provvisoria ed una regolazione definitiva alla fine di ciascun periodo assicurativo.

Essi si sottraggono al giudizio di abusività invocato dall'attore in quanto, presupponendo l'esistenza di "elementi di rischio variabili", rimandano a tipi di assicurazioni e non stipulati dal consumatore, ovverosia di assicurazioni quali l'assicurazione in abbonamento, l'assicurazione collettiva, l'assicurazione con premio calcolato in base al numero di dipendenti o al fatturato di impresa.

4.9. L’art. 19 polizza tutela giudiziaria Ania e l'art. 39.7 polizza Arcobaleno Nuova Tirrena si sottraggono al giudizio di vessatorietà in quanto riproducono l'art. 47, comma 3 d.lgs. 17 marzo 1995, n. 175.

4.10. L’art. 3 della polizza Arcobaleno Nuova Tirrena prescrive a carico dell'assicurato la forma scritta ed indica specifici luoghi di invio delle comunicazioni. Dall'inosservanza possono derivare effetti pregiudizievoli per il consumatore. La censura mossa dall'attore non ha pregio, in quanto la clausola è espressiva di quella massima buona fede e diligenza che l'assicurato deve prestare nel rapporto di assicurazione e su cui deve necessariamente fidare l'assicuratore.

4.11. L’art. 11 delle polizze Protezione Famiglia ed Essere Donna, l'art. 6.5. della polizza Guida Sicura, l'art. 38.7 della polizza Arcobaleno, l'art. 6.3. della polizza Sicura polizze tutte della Nuova Tirrena - sono articoli che stabiliscono che "l'assicurazione è stipulata indipendentemente da qualsiasi obbligo assicurativo stabilito da leggi vigenti o future". La censura mossa dall'attore circa la non trasparenza delle clausole, per incomprensibilità del significato, non ha pregio.

4.12. L’art. 3 della polizza Essere Donna della Nuova Tirrena prevede il diritto per l'assicuratore di percepire la differenza di premio dal momento dell'aggravamento del rischio.

Esso deroga all'art. 1898 c.c. in senso più favorevole all'assicuratore, in spregio all'art. 1932 c.c. che ricomprende tale norma tra quelle inderogabili. Al riguardo si osserva che non vi è sufficiente spazio giuridico per una declaratoria di abusività fondata sullo squilibrio delle posizioni contrattuali delle parti. L’ultimo comma dell'art. 1932 c.c. prevede del resto uno specifico ed incisivo rimedio: le clausole derogative in senso meno favorevole all'assicurato sono sostituite di diritto dalle corrispondenti disposizioni di legge.

4.13. L’art. 20 comma 2 alinea I' della polizza incendio Ania - ove si prevede la deduzione dalla valutazione del danno del valore dei residui in caso di distruzione parziale della cosa - è del tutto legittimo in quanto è palese il fatto che i residui debbano avere un "valore" per essere detratti dal danno indennizzabile.

5. La domanda del MFD è fondata relativamente alle clausole che appresso si esaminano.

5.1. Preliminarmente, va affrontata la accezione sollevata dalla Nuova Tirrena e dall'Ania secondo cui all'indomani della emanazione della direttiva CE e già prima dell'emanazione della legge nazionale sono state diramate lettere circolari in cui si segnalava la vessatorietà di talune clausole che sono state opportunamente modificate.

5. 1. 1. Quanto all'accezione dell'Ania, si osserva che dagli schemi prestampati di polizza Ania prodotti dall'attore si legge, nel frontespizio: "testo approvato dall'Ania - Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici". Delle tre lettere circolari, la n. 188/94 è del tutto generica ed interlocutoria, mentre le n. 222/94 e n. 224/94 contengono, come espressamente scritto, delle mere proposte di modifica che hanno "carattere puramente indicativo ed orientativo", e per le quali l'Ania si riservava la possibilità di " ulteriori modifiche da parte del Gruppo di Lavoro Intersezionale nel proseguimento dei propri lavori". Ciò è perfettamente logico e compatibile con il clima esistente all'epoca, posto che si era in una fase di primo studio della direttiva CE e vi erano in cantiere le proposte di legge di recepimento. Quel che manca è idonea prova circa il fatto che siano stati deliberati e raccomandati in via definitiva, dopo l'entrata in vigore della legge n. 52 del 1996 nuovi testi di polizza "approvati dall'Ania", in sostituzione di quelli previgenti e prodotti dall'attore. Si noti che i vari schemi di polizza prodotti dall'Ania a riprova dell'intervenuta modifica dei testi raccomandati dopo l'entrata in vigore della legge sulle clausole abusive attengono precipuamente a rischi di impresa, come tali sottratti in radice ad ogni possibile giudizio di vessatorietà per quanto esposto al precedente punto 4.

5.1.2. Quanto alla eccezione della Nuova Tirrena, si osserva che essa non ha pregio, posto che nella lettera circolare n. 68/95 si richiede alla rete di agenzie il perfezionamento degli "allegati" solo in relazione a polizze di nuova emissione od in occasione di taciti rinnovi.

Resterebbe pertanto comunque la necessità di stabilire la fondatezza o meno della prospettazione attorea per le condizioni generali inerenti a polizze già in essere al tempo dell'emanazione della direttiva CE e della legge nazionale e non sostituite da nuove polizze o rinnovi, in relazione a sinistri avvenuti nella vigenza delle originarie formulazioni contrattuali (più avanti si dirà in merito all'applicabilità delle nuove norme anche ai contratti in corso).

5.1.3. Quanto poi all'assunto della Nuova Tirrena circa la intervenuta modificazione della polizza Guida Sicura secondo "l’edizione 2/98" si osserva -oltre a quanto or ora detto - che è rimasto privo di prova il fatto che il modello contrattuale prodotto come doc. 3 del reclamo cautelare sia effettivamente l'edizione 2/98. Da quanto è stampato sul modello cartonato prodotto non si evince alcunché in merito.

5.1.4. Si osserva, da ultimo, con valutazione che interessa entrambe le convenute, che resterebbe in ogni caso la permanenza della rilevanza dell'esame della vessatorietà in relazione a talune clausole di cui si dirà di qui a poco. 5.2. Le nuove norme a tutela del consumatore si applicano ai contratti stipulati prima della loro entrata in vigore. Invero, deve aversi riguardo non già al fatto che il vincolo giuridico è sorto anteriormente alla nuova legge, bensi al fatto che gli effetti del contratto di assicurazione si sviluppano nel tempo e devono essere disciplinati dalla legge vigente al tempo in cui detti effetti si realizzano, in applicazione del principio dell'efficacia immediata della legge in vigore (art. 11 disp. prel. c.c.). E d'altra parte, tale interpretazione è confacente sia con la ratio della direttiva 93/13/CE, il cui art. 8 conferisce agli Stati membri la possibilità di adottare disposizioni solo maggiormente protettive nei confronti del consumatore, sia con la giurisprudenza formatasi in fattispecie analoghe, ad esempio in tema di fideiussione omnibus, dopo la modifica intervenuta anni orsono all'art. 1938 c.c. (v. Corte cost. 27 giugno 1997 e Cass. 28 gennaio 1998, n. 83 1), in tema di intese restrittive della concorrenza concluse prima dell'entrata in vigore dell'art. 2 della legge n. 287 del 10 ottobre 1990 (v. Cass. 1 febbraio 1999, n. 827), in tema di rinvio agli usi per la determinazione degli interessi bancari prima della legge n. 154 del 1992 (v. Trib. Roma 19 febbraio 1998 e Trib. Catania 29 luglio 1998, edite).

5.3. l. Recesso unilaterale dopo ogni sinistro. La vessatorietà discende dall'espressa previsione dell'art. 1469 bis comma 3 n. 7 c.c.; non viene dunque in rilievo l'altro profilo che si esaminerà al seguente punto.

Trattasi delle clausole della Nuova Tirrena costituenti l'art. 5 della polizza Essere Donna, l'art. 6.1 della polizza Guida Sicura, l'art. 5 della polizza Protezione Famiglia.

Condizioni generali tutte adottate ed utilizzate prima dell'entrata in vigore degli articoli facenti parte del neo istituito Capo XIV bis del titolo Il del codice civile e prevedenti l'unilaterale possibilità del recesso in favore dell'ente assicuratore.

Trattasi ancora degli articoli delle seguenti polizze Ania: art. 6 polizza incendio, art. 8 polizza rischi diversi, art. 8 tutela giudiziaria, art. 8 correlato all'art. 20 polizza spese mediche, art. 8 correlato all'art. 29 polizza infortuni.

5.3.2. Quanto alla clausola art. 12 della polizza Arcobaleno della Nuova Tirrena si osserva che essa prevede la risoluzione del contratto in caso di furto del veicolo e come tale non è inquadrabile come clausola prevedente un recesso unilaterale sanzionabile di abusività.

Ugualmente inconferente è l'inquadramento dell'art. 2.6. lettere b) ed e) della polizza Sicura della Nuova Tirrena come recesso unilaterale. Esso disciplina del tutto legittimamente la facoltà di rinnovare l'assicurazione "a partire dalla scadenza del primo decennio di assicurazione e, nuovamente, di ogni quinquennio successivo" (art. 2.9 comma b richiamato dal 2.6 lett. b), ovvero nel caso in cui l'ente assicurativo cessi dall'esercizio del ramo malattie.

5.3.3. Relativamente alle appendici di polizza predisposte nel luglio 1995 dalla Nuova Tirrena si osserva che va respinta l'eccezione secondo cui la vessatorietà è esclusa per il fatto che è stata ora prevista la bilateralità del recesso.

Infatti, viene qui in rilievo la clausola generale posta nel comma 1 dell'art. 1469 bis c.c., secondo cui è abusiva la clausola che determina un significativo squilibrio tra i diritti e gli obblighi derivanti dal contratto, malgrado la buona fede. In tale prospettiva, si osserva in primo luogo che qui si verte in tema di contratti di durata a tempo determinato e non già a tempo indeterminato, dove la possibilità di recesso costituisce il naturale contraltare dell'indeterminatezza temporale del vincolo assunto. In secondo luogo, si osserva che qui si verte in materia di c.d. contrattazione di massa, dove l'impresa di assicurazioni per determinarsi alla stipula dei contratti e per individuare la misura del premio svolge un calcolo statistico-matematico tra numero complessivo degli assicurati, durata dei contratti (e dunque di introito dei premi) e percentuale probabilistica di verificazione di sinistri nell'arco di tempo considerato. Proprio per effettuare una razionale valutazione della convenienza economica le imprese di assicurazione non possono prescindere dal richiedere, alla massa dei consumatori, la stipula di contratti di durata pluriennale. Ciò vale in specie per i rischi infortuni e malattie. Dalla parte del consumatore, l'assunzione di un vincolo pluriennale viene bilanciato dall'affidamento nell'esistenza della copertura assicurativa e dal pagamento di un premio certamente minore rispetto a quello che richiederebbe L’assicuratore ove la durata del contratto fosse fortemente limitata nel tempo.

In tale situazione, la previsione del recesso dopo ogni sinistro consente all'assicuratore di conseguire l'effetto - del tutto sbilanciato a suo favore , di raccogliere il massimo vantaggio economico dalla contrattazione di massa riducendo al minimo il rischio che dichiara di voler assumere. La clausola è vieppiù abusiva se si considera che non prevede alcuna delimitazione delle condizioni di operatività dello stesso, essendo rimessa alla piena libertà dell'assicuratore la scelta se proseguire o meno nel rapporto. Trattasi delle clausole punto 0 delle appendici mod. 14.00 e 13.01 e della clausola a) dell'appendice mod. 11.39 , responsabilità civile rischi diversi.

Analogo discorso vale per le clausole predisposte di cui all'art. 14 del testo Ania Infortuni Individuale del dicembre 1996 ed all'art. 13 del testo Responsabilità Civile Rischi Diversi del dicembre 1996.

5.4. Disdetta da inviarsi 90 o 60 giorni prima della scadenza.

Sussiste la vessatorietà delle polizze Nuova Tirrena relativamente agli artt. 6 polizze Essere Donna e Protezione Famiglia, 6.2 polizza Guida Sicura, 2.5 e 2.8 polizza Sicura nonché la condizione speciale A. Ciò in quanto le clausole stabiliscono all'evidenza un termine eccessivamente anticipato rispetto alla scadenza, tenuto conto della durata generale durata annuale dei contratti; ciò in spregio all'art. 1469 bis n. 9 c.c.

Identica vessatorietà affetta le seguenti clausole predisposte dall'Ania: art. 7 polizza incendio, gli artt. 9 polizze Ania resp. civile-rischi diversi, tutela giudiziaria ed infortuni, l'art. 22 del testo Infortuni Individuale del dicembre 1996, l'art. 9 del testo Responsabilità Civile Rischi Diversi del dicembre 1996.

5.5. Giudizio di vessatorietà sussiste anche in relazione alle clausole di cui all'art. 24 schema di polizza incendio Ania, in quanto sostanzia una inversione dell'onere della prova vietata dal n. 18 dell'art. 1469 bis c.c. Con tale clausola si subordina il pagamento dell'indennizzo nel caso di instaurazione di una vertenza giudiziaria sulla causa del sinistro solo all'esito della prova da parte dell'assicurato di non aver agito con dolo o colpa grave.

5.6. Deroghe alla competenza dell'autorità giudiziaria vietate ex art. 1469 bis comma 3 n. 18 c.c.

5.6.1. Sono abusive per diretto contrasto con la norma di cui al predetto articolo del codice civi[e: gli artt. 18 e 19 delle condizioni generali di polizza Ania incendio, l'art. 19 della polizza spese mediche Ania, l'art. 28 della polizza infortuni Ania, l'art. 15 del testo Infortuni Individuale Ania del dicembre 1996 nonché, relativamente alle condizioni generali di polizza Nuova Tirrena, gli artt. 32 e 35 Essere Donna, l'art. 5.2 Guida Sicura e l'art. 26 Protezione Famiglia.

Infatti, se è vero che formalmente la clausola di arbitrato irrituale non costituisce deroga alla competenza dell'autorità giurisdizionale, è anche vero che la direttiva Cee più volte citata indica come abusive anche tali clausole. L’interpretazione del diritto nazionale non deve essere contrastante con il diritto comunitario, e d'altra parte l'art. 8 della direttiva autorizza gli Stati membri ad adottare o mantenere solo disposizioni più severe, idonee a garantire un livello di protezione più elevato per il consumatore.

In ogni caso, la funzione pratica assolta da detta clausola è quella di vincolare le parti al giudizio dei periti su questioni non meramente tecniche ma su aspetti e questioni prettamente giuridici e di operatività in senso ampio del contratto. Ed a tale vincolo si giunge con una decisione il cui costo viene addossato in parte anche al consumatore, che comunque è tenuto a pagare il proprio perito e metà dell'onorario del terzo perito (ciò a differenza di quanto notoriamente avviene dinanzi all'autorità giudiziaria, ove vige il principio secondo cui le spese vengono sopportate dalla parte soccombente). Una tale clausola realizza indirettamente l'effetto di ridurre la somma formalmente indicata in polizza, in quanto è evidente che il contraente/Consumatore non ha interesse ad attivare il contratto in caso di sinistro in tutti i casi in cui l'indennizzo previsto non supera detti costi.

5.6.2. Non sono abusive le clausole prevedenti un arbitrato irrituale facoltativo e previste dalla Nuova Tirrena nelle appendici del luglio 1995. Trattasi del punto e) delle appendici mod. 14.00 infortuni e 13.01 malattie.

Invero, pur permanendo il profilo ora esaminato della divisione a metà delle spese, non può non osservarsi che la facoltatività costituisce idoneo bilanciamento delle posizioni delle parti. I periti saranno attivati dall'assicurato/consumatore evidentemente solo nel caso in cui egli riterrà che ciò costituisca un vantaggio rispetto all'attivazione della tutela per via giudiziaria.

5.7. Deroghe alla competenza territoriale.

Sono vessatorie per diretto contrasto con il n. 19 dell'art. 1469 bis comma 3 c.c. le clausole adottate dalla Nuova Tirrena e relative all'art. 9 polizza Essere Donna, all'art. 6.7 polizza Guida Sicura ed all'art. 9 Protezione Famiglia, in quanto prevedono fori competenti diversi da quelli in cui il consumatore ha la residenza o il domicilio elettivo. Ugualmente vessatori sono l'art. 9 polizza Ania incendio, l'art. 11 della polizza Ania responsabilità civile-rischi diversi, l'art. 11 della polizza Ania Tutela Giudiziaria, l'art. 11 della polizza Ania Spese Mediche di ricovero ed interventi chirurgici, l'art. 11 della polizza Ania infortuni.

5.8. E’ abusiva la clausola di cui all'art. 29.4 della polizza Arcobaleno della Nuova Tirrena, laddove è previsto l'obbligo per l'assicurato a non transigere o riconoscere la propria responsabilità senza il consenso dell'assicuratore. Essa è in diretto contrasto con il divieto di restrizione alla libertà contrattuale nei rapporti con i terzi posto dal n. 18 dell'art. 1469 bis c.c.

5.9. L’art. 14 della polizza Ania tutela giudiziaria prevede una decadenza, in quanto la controversia deve essere denunciata entro dodici mesi dalla cessazione del contratto. La clausola è abusiva. Infatti non ha pregio l'assunto della convenuta secondo cui è questione di limite di estensione della garanzia; qui, si realizza una vera e propria decadenza rispetto a fatti verificatisi nella vigenza della polizza e rispetto ai quali, si noti, non è nel potere dell'assicurato prevedere se e quando il terzo, salva la verificazione di cause estintive del diritto o dell'azione, agirà nei suoi confronti.

5.10. L’art. 22 polizza Ania incendio è vessatoria in applicazione della clausola generale di cui al comma 1 dell'art. 1469 bis c.c.

Invero, col prevedere che in caso di esistenza di più assicurazioni per lo stesso rischio, ed ove la somma degli indennizzi spettanti in base alle diverse polizze superi l'ammontare del danno, l'ente assicuratore paga solo la sua quota proporzionale, si realizza un significativo squilibrio tra le posizioni contrattuali delle parti, posto che a fronte del pagamento del premio in ragione di un certo massimale, il consumatore si vede poi decurtare l'indennizzo dovuto; viene legittimato un adempimento parziale della obbligazione della controparte, ribaltando la regola posta dall'ultimo comma dell'art. 19 10 c.c.

6. L’inibitoria prevista dall'art. 1469 sexies c.c. si sostanzia nell'ordine di rinunciare all'uso delle clausole per le quali è stata accertata l'abusività, salvo la loro modificazione nel senso di eliminare i profili di abusività.

Non può invece essere ordinata la rettifica delle condizioni generali di contratto in quanto ciò comporterebbe un'inammissibile interferenza del giudice con la sfera di autonomia negoziale del soggetto predisponente. Costui è pertanto destinatario soltanto di un divieto.

7. L’art 1469 sexies c.c. prescrive che il giudice "può" disporre la pubblicazione del dispositivo su quotidiani. La necessità di provvedere in senso positivo discende dal fatto che il presente giudizio ha investito l'esame di un gran numero di clausole predisposte, alcune delle quali di particolare importanza e rilevanza, e che la collettività dei consumatori, destinataria principale del giudizio di vessatorietà compiuto con la presente sentenza, non appare adeguatamente raggiungibile a fini informativi in altro modo. Viene pertanto dato ordine di pubblicazione del dispositivo su tre quotidiani, aventi significativa distribuzione in diverse aree geografiche del Paese, "II Corriere della Sera", "La Repubblica", "II Mattino,> di Napoli, una sola volta e con dimensioni non inferiori a 20x20 entro il termine di sessanta giorni dalla pubblicazione della sentenza; con esclusione dei capi relativi alla condanna alle spese processuali, alla inammissibilità ed al rigetto della domanda nonché alla comunicazione all'Isvap.

7.2. Vi è una corrispondente opportunità che la presente sentenza sia conosciuta da tutte le imprese di assicurazione esercenti in Italia nei vari rami coinvolti dalla presente decisione. A tal fine si dispone la trasmissione di copia della presente sentenza all'Isvap affinché ne curi la divulgazione secondo le modalità ritenute più utili.

... Omissis ...