-> CIRCOLAZIONE STRADALE: CONCORSO DI COLPA ex. 2054 c.c.


La struttura dell'atto illecito è costituita da un elemento oggettivo, consistente in un fatto che cagiona un danno e da un elemento soggettivo, rappresentato dal dolo o dalla colpa. Il fatto dannoso può essere causato da un comportamento positivo (commissivo) o da un comportamento omissivo, quando colui che ne è autore aveva il dovere giuridico di agire e non lo ha fatto.
Inoltre per il sorgere della responsabilità, si richiede che tra la condotta e l'evento intercorra un nesso di causalità. Pertanto una condotta umana può considerarsi causa di un evento quando ne costituisce una "condicio sine qua non", in quanto senza di essa l'evento non si sarebbe verificato; ovvero quando l'evento, al momento della condotta, era prevedibile come verosimile conseguenza di essa.
Da ultimo, il fatto deve causare un danno ingiusto. Si ha danno ingiusto quando il fatto contrasta con un dovere giuridico e non sia altrimenti autorizzato (sine iure) e si risolve di fatto nella lesione di un diritto soggettivo (contra ius).
Mentre il dolo è la forma tipica della volontà colpevole, la colpa deriva dalla violazione dei doveri di diligenza, perizia, o prudenza ovvero dall'inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline nell'esercizio di una attività.
La colpa si sostanzia nella non volontarietà dell'evento, che è cagionato da un comportamento negligente, imprudente o imperito.
In relazione al grado di diligenza richiesto si distingue tra colpa lievissima, lieve e grave.
Il danno cagionato da un comportamento colposo è comunque fonte di responsabilità.
In tema di scontro tra veicoli , vige la presunzione di eguale concorso di colpa ex art. 2054 c.c. 2° comma: "nel caso di scontro tra veicoli si presume, fino a prova contraria, che ciascuno dei conducenti abbia concorso ugualmente a produrre il danno subito dai singoli veicoli.
La presunzione (artt. 2727-2729 c.c.) è la conseguenza che la legge o il giudice trae da un fatto noto per risalire ad un fatto ignoto.
Si distingue peraltro:
- presunzione assoluta (iuris et de iure) che non ammette la prova contraria,
- presunzione relativa(iuris tantum) che consente alla parte contro cui la presunzione è invocata di provare che la verità è diversa
- presunzioni semplici che sono sostanzialmente deduzioni che il giudice trae per formare il proprio convincimento in ordine a fatti non provati. Peraltro, ex art. 2729 c.c., affinché siffatte presunzioni giustifichino una determinata decisione in ordine alla verità dei fatti è necessario che risultino gravi, precise e concordanti.
La materia dei danni derivanti dalla circolazione di veicoli è soggetta alla disciplina di responsabilità extracontrattuale ed è regolata dall'art. 2054 c.c.
Nel caso di scontro tra veicoli si presume, fino a prova contraria, che ciascuno dei conducenti abbia concorso ugualmente a provocare il danno.
La presunzione cui fa riferimento l'art. 2054 c.c. ha una funzione sussidiaria opera infatti, nel caso in cui le risultanze probatorie non consentano di accertare in modo concreto in quale misura la condotta dei conducenti ha cagionato l'evento dannoso.
Tuttavia il semplice accertamento in concreto della colpa di uno dei conducenti, non comporta per sé solo il superamento della presunzione di colpa concorrente dell'altro: a tal fine è necessario fornire prova liberatoria e, dimostrazione di essersi uniformato alle norme sulla circolazione ed alle norme di comune prudenza.
Ai fini della responsabilità per danni cagionati dalla circolazione di veicoli, l'obbligo imposto ai conducenti di attuare misure di precauzione deve ritenersi correlato alla prevedibilità dell'evento da parte di una persona di media avvedutezza, senza potersi estendere anche alla considerazione ed attuazione di condotta di terzi del tutto irrazionali, e al di fuori di ogni logico prevedibilità.

avv. Cristian Vezzoli