I GENITORI RISPONDONO DEI DEBITI ANCHE DEI FIGLI ADULTI


Capita sovente che i figli divenuti maggiorenni ed adulti continuino a convivere con i genitori ed accade spesso che i figli, pur non possedendo nulla, contraggano, senza troppo pensarci, obbligazioni anche di ingente valore che poi non riescono ad onorare ritenendo peraltro erroneamente che, comunque, in difetto di beni personali su cui soddisfarsi, il creditore non potrÓ far valere le sue ragioni sui beni dei familiari.
Al contrario, infatti il creditore munito di titolo esecutivo potrÓ chiedere il pignoramento mobiliare all'ufficiale giudiziario il quale, giunto presso la residenza del debitore, potrÓ portarsi via beni mobili di valore fino alla concorrenza del debito.
Questo potere dell'ufficiale giudiziario di pignorare i mobili di casa e quanto in essi contenuto deriva dall'interpretazione giurisprudenziale dell'art. 513 del codice di procedura civile secondo cui "l'ufficiale giudiziario pu˛ ricercare le cose da pignorare nella casa del debitore" ovvero nel luogo in cui quest'ultimo risiede e si trovano i suoi beni.
La casa del debitore, nel caso in cui questo sia un figlio maggiorenne ancora convivente con i familiari, coincide pertanto con l'abitazione dei genitori: per questo motivo una volta individuata la residenza del debitore l'ufficiale giudiziario non si limita a ricercare gli oggetti del debitore ma procede a pignorare i beni di valore che vi rinviene.
La giurisprudenza d'altro canto ha sempre approvato questo tipo di comportamento ritenendo che l'art. 513 c.p.c. consente di presumere che i beni presenti nell'abitazione appartengano al debitore fino a prova contraria.
Effettuato il pignoramento mobiliare per un debito contratto del figlio maggiorenne convivente non resta altro da fare ai genitori che intendano rientrare nel possesso dei loro beni che presentare "opposizione di terzo" con ricorso al giudice dell'esecuzione provando che i beni oggetto del pignoramento non appartengono al figlio-debitore.
Si ricordi per˛ in merito che l'art. 621 c.p.c. pone limiti rigidi alla prova testimoniale in ordine alla proprietÓ del bene; pertanto per riavere il bene pignorato sarÓ necessario produrre un documento che ne attesti inequivocabilmente la proprietÓ.

avv. Cristian Vezzoli