COME TUTELARSI NEL CASO DI RINUNCIA DELLA PRENOTAZIONE DELLA CAMERA D'ALBERGO

 


Se si prenota anticipatamente una camera d'albergo e successivamente si decide, per diversi motivi, di rinunciare, i casi che si possono verificare sono due: l'uno quando contestualmente alla prenotazione il consumatore ha versato anche l'anticipo, l'altro quando l'anticipo non è stato versato e l'albergo chiede il pagamento di una penale per la disdetta.
È pacifico che nell'eventualità in cui il consumatore invii la disdetta ancora prima che l'albergo accetti la prenotazione ha pieno diritto di chiedere ed ottenere la restituzione dell'anticipo versato posto che non si è concluso alcun contratto e il consumatore non può definirsi inadempiente.
Se invece l'albergo ha già accettato la prenotazione e quest'ultima è stata fatta "a distanza" ex decreto legislativo 185/1999, il consumatore che non ha comunicato il giorno preciso di inizio del soggiorno, ha dieci giorni di tempo per recedere senza dovere pagare nessuna penale.
Nel caso in cui sia certa la data di inizio della prenotazione la predetta facoltà non è riconosciuta la consumatore.
Peraltro, di frequente gli usi e le consuetudini contenuti nella raccolta pubblicata dalla locale Camera di Commercio ove ha sede l'albergo prevedono che se il cliente non può usufruire della camera prenotata per la quale abbia versato un anticipo deve darne comunicazione entro le dodici ore del giorno precedente all'arrivo per avere diritto alla restituzione del somma pagata a titolo di anticipo.
Considerato l'art. 1340 c.c. secondo cui le clausole d'uso si ritengono inserite nel contratto se non risulta che non sono state volute dalle parti, il consumatore in forza di quanto disposto dalle predette clausole ha la possibilità di disdire ed ottenere altresì la restituzione di quanto versato a titolo di anticipo, se non risulta esplicita rinuncia degli usi e consuetudini da parte dei contraenti.




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